L’“Accademia cattolica” di Brescia: le scienze naturali e il problema dell’uomo

L’“Accademia cattolica” di Brescia: le scienze naturali e il problema dell’uomo

Negli ultimi tempi si è affermato un indirizzo di pensiero chiamato “naturalismo”. Di nuovo non sembra contenere molto. Piuttosto torna a far risuonare i toni del positivismo ottocentesco, quando le scienze portarono a effetti decisivi e tangibili nella vita di tutti i giorni. I progressi della medicina facevano sperare addirittura che il momento della morte sarebbe stato così rinviato nel tempo, da non essere più un problema e giungere quando si era sazi di anni, come per i patriarchi biblici.

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L’Accademia lancia la sfida alla scienza

Canobbio: «Oggi diverse prospettive filosofiche e scientifiche si scontranonel definire l’umano» Incontridal 2 ottobre con scienziati e ricercatori

L'Accademia Cattolica di Brescia non smette di stupire e, se possibile, di provocare con le sue proposte di riflessione, d'incontro e di confronto anche la parte di città dell'uomo più sorda e disinteressata.

L’Accademia Cattolica prosegue la riflessione su uomo e scienza

L’Accademia Cattolica prosegue la riflessione su uomo e scienza

Che cosa restadell’umano quando la scienza diventa unica fonte di sapere? Che cosa significa, nella vita delle persone comuni, il ritorno di un approccio naturalistico alla conoscenza? Queste le domande che animeranno i lavori dell’Accademia Cattolica di Brescia, che giovedì apre il nuovo anno con un incontro intitolato, appunto, «Il ritorno del naturalismo nella cultura contemporanea».

Umanesimo di resistenza

Confronti Quale il senso delle parola «uomo»? Neuroscienziati, filosofi, teologi e giuristi chiamati da monsignor Canobbio a rispondere all’interrogativo nel prossimo anno di corsi dell’Accademia cattolica

Un tema costante della riflessione filosofica dell’ultimo secolo? L’umanesimo, verrebbe da dire. Bastino questi titoli: Umanesimo integrale (1936) di Jacques Maritain, Il dramma dell’umanesimo Ateo (1945) di Henri De Lubac, L’esistenzialismo è un umanismo (1946) di Jean-Paul Sartre, Lettera sull’umanismo (1947) di Martin Heidegger, Umanesimo dell’altro uomo (1972) di Emmanuel Levinas. Autori tra loro distanti e in aperto dissenso: chi neoscolastico, chi esistenzialista, chi teologo, chi intento a distruggere la metafisica per ripensare il concetto di essere, o chi, ebreo, intento a fondare un’etica.

Il mio Feuerbach

Il mio Feuerbach

Francesco Tomasoni è tra i massimi specialisti del filosofo tedesco a livello internazionale.

L’appuntamento è a Roncadelle, suo paese di nascita: l’occasione è la prova di stampa dell’ultima traduzione tedesca di un suo libro su Feuerbach, pubblicato dalla Morcelliana nel 2011. E non è la prima traduzione di suoi testi sul pensiero tedesco moderno, da Thomasius a Hegel: altri sono usciti in Germania e in lingua inglese, mentre un’opera in portoghese sta per uscire in Brasile.

Il Diavolo

Nell’ottobre dello scorso anno la rivista Focus Storia dedicava un ampio servizio al diavolo. Come interpretare il fatto che un periodico divulgativo dedichi attenzione a tale argomento? Ritorno di visioni mitologiche? Sintomo di paure diffuse? Tentativo di dare voce a tendenze sotterranee dell’animo umano? Le ipotesi possono essere tutte plausibili. Di fatto si riscontra la rinascita di interesse per un tema che sembrava ormai relegato nelle anticaglie. Ne sono indizio non tanto i rari, benché eclatanti, episodi di satanismo venuti alla ribalta negli ultimi tempi, quanto il moltiplicarsi delle persone che fanno ricorso agli esorcisti: i cinque preti incaricati dal vescovo Luciano Monari per questo servizio di essere subissati di richieste, sebbene non sia facile discernere se si tratti effettivamente di casi di possessione diabolica o di turbe psichiche. Se poi si dà uno sguardo alla pubblicistica relativa alle pratiche di esorcismo, si resta impressionati della quantità di titoli. Ci si trova pertanto di fronte a un ritorno del diavolo?