Che cosa resta dell’umano oggi ? - seconda parte

Presso il Salone Vanvitelliano – Piazza Loggia - Brescia, sabato 16 maggio. Sono intervenuti: la psicoterapeuta Dr.ssa Aurelia Galletti, Past-President di “Ariele Psicoterapia” (Brescia) e docente alla scuola di Psicoterapia “Coirag” (Milano); il teologo Prof. Antonio Autiero - Professore emerito di teologia morale Università di Münster (Germania) il Prof. Massimo Bucciantini - Università di Siena; Prof. Francesco Remotti - professore ordinario di Antropologia culturale nell’Università di Torino

Che cosa resta dell’umano oggi?

Che cosa resta dell’umano oggi?

Sabato mattina, 16 maggio 2015, a partire dalle ore 9.00 nel Salone Vanvitelliano di Piazza della Loggia si terrà la tavola rotonda dal tema: “Che cosa resta dell’umano oggi?”. In tal modo l’Accademia Cattolica di Brescia intende concludere un anno di lavoro dedicato al rapporto fra le scienze e l’uomo. Interverranno lo storico della scienza, Prof. Massimo Bucciantini dell’università di Siena, la psicoterapeuta Dr.ssa Aurelia Galletti, Past-President di Ariele Psicoterapia (Brescia), l’antropologo Prof. Francesco Remotti dell’università di Torino e il teologo Prof. Antonio Autiero, emerito dell’università di Münster. L’interrogativo proposto per il dibattito può apparire strano. Le scienze non sono una creazione dell’uomo stesso? Non sono dunque un potenziamento dell’umano contro ciò che è negativo, contro i pericoli, le malattie, la morte? Non hanno forse portato a un innalzamento considerevole dell’aspettativa di vita e delle condizioni esistenziali?

islam, dialogo nella libertà

islam, dialogo nella libertà

Gli avvenimenti delle ultime settimane hanno risvegliato paure che sembravano essere sopite, benché queste si fossero acuite dopo l' apparizione dell Isis sulla scena. Con le paure è riapparso il paradosso che appartiene alla storia del nostro Occidente: da una parte si dichiara e si difende la libertà come sacrosanto principio (si veda la triste vicenda di Charlie Hebdo), dall' altra si ritiene che la libertà sia solo di qualcuno. Il caso più eclatante del paradosso è quello della libertà religiosa, giustamente rivendicata per il Cristianesimo (eventualmente per l' Ebraismo, radice imprescindibile del Cristianesimo), ma limitata per l'Islam, che non dovrebbe avere nel nostro territorio i propri luoghi di culto, anche perché nei Paesi islamici non ci sarebbe tale possibilità per il Cristianesimo.

Paolo VI beato. E dopo?

Paolo VI beato. E dopo?

Osservando la miriade di pubblicazioni su Papa Montini che stanno apparendo sorgono almeno due interrogativi: “Cosa resterà di tutto questo una volta passata la festa della beatificazione”? Ma soprattutto: “Cosa dovrà restare?”. Al primo si può rispondere se il secondo diventa stimolo a un impegno collettivo per non dimenticare. Conoscendo il suo stile schivo, dimesso, espresso anche nella volontà di non avere monumenti, si può immaginare che questo gli starebbe maggiormente a cuore: far rivivere la sua passione per l’uomo.