31
Mag
2017

Tavola rotonda - Ethos, etica, legge

Mercoledì 31 Maggio 2017

Presso la Poliambulanza, a Brescia, in via Bissolati 57
Una Tavola rotonda finale dedicata al rapporto tra Ethos, etica e legge.

Relatori
Luisa Muraro (Università di Milano),
Maurizio Chiodi (Facoltà Teologica di Milano)
Lorenzo Passerini Glazeli (Università Milano Bicocca)

LORENZO PASSERINI GLAZEL

Note biografiche

Lorenzo Passerini Glazel, nato a Verona nel 1974, laureato in Filosofia all’Università di Pavia, è ricercatore di Filosofia del diritto e Professore aggregato di Teorie dell’interpretazione all’Università di Milano-Bicocca. Ha collaborato con le Università di Pavia, di Camerino, dell’Insubria, con la Statale di Milano e con l’Accademia della Guardia di Finanza di Bergamo. È stato recentemente visiting professor in Francia, all’Université de Toulon.

Si occupa di filosofia del linguaggio normativo, di filosofia della norma e della normatività, di teoria della categorizzazione, di pragmatica dell’atto giuridico e di ontologia sociale.

Tra le sue pubblicazioni si possono ricordare: La forza normativa del tipo. Pragmatica dell’atto giuridico e teoria della categorizzazione (Quodlibet, 2005), Atto norma tipo. Tra pragmatica e ontologia del diritto (Aracne, 2012); la curatela, insieme a Giuseppe Lorini, di un’antologia dedicata alle Filosofie della norma (Giappichelli, 2012); e la traduzione, insieme a Paolo Di Lucia, di due volumi inediti di Hans Kelsen, Religione secolare (Raffaello Cortina, 2014) e Che cos’è la giustizia? Lezioni americane (Quodlibet, 2015).

Abstract

Ethos, morale e diritto sono tre forme della normatività sociale che la filosofia del diritto ha cercato a lungo di differenziare tra loro. Ma quali sono i presupposti di queste diverse forme della normatività? V’è una esperienza della normatività che sia ad esse comune?

Hans Kelsen cerca i fondamenti del senso normativo in un trascendentale “principio di imputazione”, che sta a fondamento delle scienze sociali-normative (etica, scienza politica, scienza del diritto e teologia), e che si contrappone al principio di causalità.

Il filosofo del diritto polacco Leon Petrażycki cerca, invece, la natura dell’esperienza normativa nella dimensione psicologica della mente umana, ossia nelle emozioni di appulsione o di repulsione (spontanee o indotte) che proviamo nei confronti degli oggetti o degli atti che vediamo o ci rappresentiamo, e sui quali proiettiamo colorazioni e proprietà normative.

Specifica dell’esperienza normativa giuridica sarebbe, secondo Petrażycki, la correlazione dell’attribuzione di un diritto con l’imposizione di un imperativo. Questo fenomeno racchiude in sé, tuttavia, una valenza polemogena, quando manchi un processo di unificazione e di coordinamento sociale delle esperienze giuridiche individuali.

Propria della lunga età dei diritti che caratterizza la modernità sembra essere l’estensione dell’esperienza giuridica dalla sfera dello status sociale del singolo alla sfera dell’umano in generale.

Se il diritto positivo, con la sua ontologia di solide entità immateriali, svolge la funzione di coordinare, dare certezza e stabilità ai nostri desideri per il futuro, esso non è, tuttavia, che uno degli elementi che concorrono a determinare l’esperienza e la vita normativa dell’uomo: anche quando si rivendica l’autonomia teorica del diritto dalla morale, non si può dimenticare che questa autonomia teorica non comporta né un’unicità normativa, né un’impermeabilità rispetto ad un ethos a ad un’etica che con esso entrano costantemente in dialogo, ma che non condividono con esso gli stessi processi di costruzione.

MAURIZIO CHIODI

Il rapporto tra ethos, etica e legge

Per affrontare i temi fondamentali che stanno sullo sfondo delle accese discussioni che hanno polarizzato il dibattito giuridico e politico, è necessario pensare la differenza e il nesso tra ethos, etica e legge (giuridica).

L’ethos o cultura, nel senso dell’antropologia culturale, è la forma concreta della vita buona così come si dà nelle relazioni di alleanza che caratterizzano l’identità complessiva di un popolo. Tale nozione ha un legame indissociabile con il soggetto, o coscienza, in quanto è nella sua cultura che ogni uomo accede alla promessa del vivere.

L’etica rimanda all’esperienza della vita buona che è inscritta nella coscienza come la promessa che autorizza la sua scelta. Lo snodo della questione sta nel mostrare come la coscienza sia in relazione con “altro” da sé: ogni esperienza della vita buona ha un carattere dialogico ed insieme culturale, sociale ed istituzionale.

La legge civile (diritto) è una delle forme dell’ethos e perciò essa non è riducibile a questione procedurale. Essa ha una indubbia valenza etica e antropologica, evidente soprattutto per le leggi più significative: è il caso della legislazione riguardante la maternità e la paternità, la famiglia e le relazioni tra i sessi, l’esperienza della morte.

La questione teorico-pratica più impegnativa è mantenere la distinzione tra etica e diritto, senza cadere né nella giustapposizione né nella separazione. La strada da preferire è quella di un “reciproco apprendimento”, non solo tra credenti e non credenti, ma anche tra le diverse culture e le differenti impostazioni etico-pratiche.